Un percorso completo e globale
La parola d'ordine è unire le forze!
La collaborazione tra famiglia, scuola e studio di esperti è fondamentale per garantire lo sviluppo del singolo in vista di un continuo e positivo miglioramento.
Ecco che solo in questo modo il bambino si potrà sentire accolto, accettato e protetto ma allo stesso tempo capace ed intelligente.
La scuola da parte sua dovrebbe infatti prestare attenzione ai bisogni di tutti gli studenti e prevedere sistemi di insegnamento e valutazione adeguati. Chiarire e dare spiegazioni aggiuntive sono compiti che l'insegnante è chiamato a svolgere soprattutto nel momento in cui sono evidenti le difficoltà e le necessità del singolo. Il docente, avendo osservato attentamente il bambino, riuscirà a comprendere come quest'ultimo, nonostante si sia impegnato a seguire la spiegazione, presenti difficoltà, dubbi e perplessità e perciò necessiti di ulteriori chiarimenti. L'insegnante dovrà quindi predisporre un metodo adeguato per permettere a ogni alunno di imparare e un sistema di valutazione adatto e modificabile a seconda delle esigenze. Resta evidente che, nel momento in cui si inizia a sospettare che il bambino possa presentare un disturbo specifico dell'apprendimento, è necessario avvisare immediatamente i genitori ed invitare eventualmente questi ultimi a rivolgersi ad un centro di professionisti.
I genitori, rappresentando il nucleo fondamentale del bambino, sono sempre tenuti a stimolarlo ad apprendere ed imparare oltre che prestare attenzione alle possibili difficoltà che il loro stesso figlio potrebbe manifestare in modo più o meno esplicito. Tutto questo è indispensabile sia per aiutare il bambino a crescere in modo positivo ma anche per gli stessi genitori che maturano così una maggior consapevolezza riguardo le prestazioni e capacità del proprio bambino. Eventualmente questi ultimi infatti potranno, se necessario, rivolgersi a degli esperti per limitare i possibili disagi o disturbi.
Onde evitare il sopraggiungere di difficoltà serie nel futuro è necessario tenere presenti alcuni
segnali indicativi:
- il bambino di due anni e mezzo non produce ancora parole e non comprende semplici consegne
- il bambino di circa tre anni pronuncia frasi composte da solo due o tre parole o semplifica le parole rendendole incomprensibili
- il bambino di circa quattro anni possiede un linguaggio che manca di alcuni fonemi
L'invito è quello di intervenire il prima possibile per identificare un potenziale rischio di disturbo cognitivo ed eventualmente modificare le possibili disfunzioni presenti nel nome di un positivo sviluppo.
I professionisti, esperti e formati, sono infatti impegnati nel complesso compito che, oltre a valutare ed individuare lo specifico disturbo, prevede anche di organizzare un percorso individuale che, basandosi sulle potenzialità del singolo, possa portare al miglioramento delle sue prestazioni e competenze.
Si tratta di un percorso globale e completo che, attraverso appositi esercizi svolti insieme alle figure di riferimento e/o autonomamente, permette al bambino di sviluppare le competenze e abilità fondamentali necessarie nel contesto scolastico ed extrascolastico.
Punto fondamentale da tendere sempre presente è il confronto e il sostegno reciproco che deve sussistere tra i diversi contesti vissuti dal bambino. Quindi i genitori, informati delle difficoltà del figlio da parte di insegnanti o esperti professionisti, si dovranno impegnare a loro volta per favorire ed incoraggiare il suo percorso di miglioramento. E' per esempio possibile che anche gli stessi genitori siano chiamati a far ripetere al proprio figlio gli esercizi proposti dall'esperto o ancora che il professionista richieda loro di osservare e valutare il proprio bambino a casa, al fine di possedere un quadro più completo del comportamento e delle difficoltà del singolo.
Allo stesso modo è possibile richiedere l'opinione degli insegnanti che, osservando il bambino nel contesto scolastico, possono offrire utili informazioni riguardo le problematicità che il singolo dimostra nello svolgere consegne e compiti. Resta evidente che l'insegnante, dopo aver compreso le difficoltà del singolo, dovrà assumere un atteggiamento idoneo ed adeguato che rispetti le necessità ed esigenze del bambino seguendo un metodo di spiegazione e valutazione personalizzato.
E' infatti solo in un ottica di valorizzazione ed inclusione che è possibile raggiungere un concreto miglioramento!


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